Il termine epilessia viene spesso usato impropriamente per indicare tutti gli episodi  a carattere convulsivo che influiscono sulle normali funzioni del sistema nervoso centrale. Nella realtà bisogna invece distinguere tra crisi convulsive ed epilessia. La crisi convulsiva è il sintomo, la manifestazione clinica di una disfunzione dell’encefalo, mentre l’epilessia è una patologia, una malattia caratterizzata da una scarica elettrica breve ma eccessiva di una popolazione di neuroni della corteccia cerebrale e del sistema libico che determina comportamenti anomali, involontari, improvvisi che possono presentarsi con momenti di assenza, movimenti involontari, perdita di conoscenza, saliva, urina e feci.
L’epilessia può derivare da problematiche fisiche, dovute a traumi subiti dal cane, a malattie virali o batteriche, a parassitosi, intossicazioni, avvelenamenti, disfunzioni metaboliche, problematiche agli organi interni (congenite o acquisite, soprattutto a carico di fegato e reni) e viene definita epilessia secondaria (cioè causata da altre cause cliniche) oppure può presentarsi non riferibile ad una chiara e conclamata causa clinica, in questo caso si parla di epilessia idiopatica. Presente nei cani di tutte le razze e negli incroci, soprattutto se di taglia grande, si presenta nei suoi sintomi clinici normalmente tra il primo ed il terzo anno di età e viene classificata in due tipi diversi detti Grande Male e Piccolo Male. Per una lettura più approfondita consiglio
un articolo pubblicato sul sito dell’ Associazione Italiana San Bernardo. Se il vostro cane manifestasse sintomi anche solo in parte riferibili all’epilessia non perdete tempo, non provate rimedi fai da te, ma rivolgetevi ad un serio professionista medico veterinario per immediati accertamenti, le cause possono essere molteplici e vanno approfondite immediatamente perchè spesso hanno conseguenza nefaste per il cane. Non sottovalutate MAI il problema. Allego per maggior chiarezza uno stralcio tratto dal sito web della Dottoressa Nicoletta Belvedere dove potete leggere l’articolo completo :

“Che cos’è una crisi epilettica?
La crisi epilettica è l’espressione, la manifestazione esterna, di un’anomalia nell’attività cerebrale. Più precisamente questa anomalia, che riguarda i neuroni della sostanza grigia cerebrale, consiste in un’attività parossistica della durata in genere di poche decine di secondi. La manifestazione esteriore di questa attività dipende dall’ampiezza con la quale il tessuto cerebrale viene coinvolto nell’attività epilettica. Ci possono essere crisi epilettiche generalizzate, con perdita di coscienza, attività motoria involontaria diffusa a tutti i muscoli del corpo, perdita di urine e feci, oppure ci possono essere crisi epilettiche parziali, durante le quali il cane mantiene il contatto con il mondo che lo circonda (anche se può fare cose insolite) e può avere contrazioni involontarie di pochi gruppi muscolari. Questo secondo tipo di crisi è il più difficile da riconoscere.
La crisi epilettica può essere preceduta dall’aura: è una fase di alcuni secondi durante i quali il cane sembra accorgersi dell’arrivo della crisi. Appare spaventato, irrequieto e cerca il proprietario.
Dopo la crisi si può verificare una sintomatologia postictale, per un tempo di durata variabile, solitamente di alcuni giorni. La sintomatologia postictale consiste in alterazioni del comportamento, come eccessiva sete, voracità, iperattività. In alcuni casi questa fase è caratterizzata da transitori disturbi neurologici evidenziabili all’esame neurologico.

Perché avvengono le crisi epilettiche?
Questa anomalia nell’attività cerebrale dipende da una disfunzione di un piccolo gruppo di cellule nervose, le quali risultano più eccitabili delle altre, si “mettono insieme” (si sincronizzano) e cominciano a mandare impulsi a ripetizione per coinvolgere nella loro attività altri gruppi di neuroni e altri ancora, fino eventualmente a diffondere l’attività epilettica a tutta la sostanza grigia. A volte il punto dove inizia la crisi epilettica è vicino ad una lesione organica o è sede di un processo patologico. Nel cervello ematomi, tumori, infiammazioni, infezioni, aree di necrosi, malformazioni, disturbi tossici o metabolici possono tutti essere associati a crisi epilettiche. In questo caso si dice che l’epilessia è secondaria o sintomatica. Ossia la crisi epilettica è il sintomo di un problema noto, come il cimurro (che è una malattia) o un antico trauma cranico che ha determinato una lesione stabile (che non è una malattia, ma è uno stato patologico) o ancora una crisi ipoglicemica. In questi casi l’epilessia non è la malattia, ma il sintomo. Il sintomo può essere oggetto di per se stesso di terapia, ma in realtà si dovrebbe (quando possibile) curare la malattia primaria.

Cos’è l’epilessia idiopatica?
Altre volte, nella maggior parte dei casi, l’epilessia del cane non è associata ad alcun disturbo organico. Questo è vero soprattutto nei cani di taglia media e grande (oltre 15 Kg) e di età media (compresa tra 1-2 e 5-6 anni). In tali animali tutte le ricerche ematochimiche e la diagnostica per immagini dell’encefalo (TAC o risonanza magnetica) danno esito negativo. In questi casi l’epilessia viene dichiarata idiopatica (epilessia idiopatica, o primaria, o vera). La parola idiopatica non è altro naturalmente che un bel modo per dire “non lo so”: cioè il cervello di questo animale ha un malfunzionamento che causa crisi epilettiche, ma che i nostri strumenti di indagine non riescono a determinare, perchè tutti gli esami fatti risultano negativi. Siccome “non lo so” a noi medici pare poco bello, allora ci siamo messi d’accordo per usare la parola “idiopatico”. Mi piace dire che, a volte, quello che è idiopatico in gennaio, potrebbe non esserlo più già in aprile. Questo per dire che “idiopatico” deve essere sempre supportato da numerosi dati a sostegno (esiti negativi di alcuni esami, razza ed età compatibili, sintomi compatibili). Altrimenti meglio dire “idiopatico, fino a prova contraria”. Ad esempio un medico che aveva a che fare con dei cani affetti da epilessia idiopatica refrattaria alla terapia antiepilettica un giorno ha deciso di provare a sottoporli alla dieta privativa: qualcuno di questi animali è guarito dall’epilessia “idiopatica”, che al limite si sarebbe dovuta chiamare su base allergica.

Come si comporta l’epilessia idiopatica?
L’epilessia idiopatica, come già detto,
prevale nel cane oltre i 15 Kg di peso e di età compresa tra i 2 e i 5 anni (con un'estensione tra 1 e 6 anni). Ciò vuol dire che in genere la prima crisi epilettica si manifesta all’interno di questa fascia di età. Naturalmente però, poiché stiamo parlando di dati medi, non è detto che non si possa diagnosticare l’epilessia idiopatica anche in un cane di 11 mesi o di 7 anni, o che abbia un peso inferiore ai 15 Kg.
Ci possono essere crisi isolate, che capitano una volta nella vita. In quel caso non si parla di epilessia. Nell’epilessia idiopatica le crisi si ripetono, più o meno a cadenza costante, per molti anni consecutivi, spesso per tutta la vita. In genere tra la prima e la seconda crisi passa almeno un mese.
Tra una crisi e l’altra il cane è perfettamente sano e normale, ma naturalmente immediatamente dopo la crisi il cane può avere le alterazioni del comportamento e dell’esame neurologico di cui già detto, riferibili al periodo postictale. Con il tempo le crisi si possono ravvicinare, distanziare, intensificare o ridurre di intensità. La sintomatologia insomma si può modificare con il tempo perché il cervello è un sistema plastico, che si adatta e che cambia insieme a tutto il resto del corpo.

Diagnosi di epilessia idiopatica
Come già anticipato tutto quello che finisce per “idiopatico” meriterebbe molti esami e test atti ad escludere qualsiasi altra malattia compatibile con i sintomi. Il cane ideale per ricevere la diagnosi di epilessia idiopatica è un cane di media taglia, un giovane adulto perfettamente normale alla visita, con un profilo ematologico e biochimico nella norma ed eventualmente con una diagnostica per immagini dell’encefalo negativa. Poiché questo tipo di indagine richiede che il cane venga sottoposto ad anestesia generale ed ha un costo abbastanza alto (tra i 250 e i 400 euro), è accettabile sorvolare su questo aspetto della diagnostica quando tutti gli elementi clinici e anamnestici convergono verso la diagnosi di epilessia idiopatica. Allora si può dire: se il decorso rimane abbastanza costante e se non compaiono sintomi neurologici, visto che gli esami del sangue sono normali e che alla visita è tutto nella norma, possiamo tenere in sospeso la diagnostica per immagini (TAC o risonanza) per farla eventualmente in seguito, se qualcosa dovesse andare diversamente da come ci si aspetta. Questo è un buon discorso, sensato, che permette al cliente di decidere consapevolmente se fare o no l’esame.”